Steve Jobs Confidential ora disponibile

Steve Jobs Confidential, edizione italiana di Becoming Steve Jobs, la biografia su Steve Jobs, da questa mattina è disponibile, sia in formato Kindle (9,99 euro) che in formato tradizionale su Amazon (16,92€)

Di questo libro abbiamo parlato molto nei giorni scorsi.  Si tratta dell’evento editoriale più importante da diversi anni a questa parte, non solo per gli appassionati Apple, ma per tutti coloro che sono interessati ad avvicinare la figura complessa, multiforme, a più facce di uno degli uomini che facendo impresa con i suoi prodotti più di ogni altro ha cambiato il modo con cui la tecnologia incide nella vita di ciascuno di noi. Il libro offre una prospettiva inedita, uno sguardo più concentrato sull’umano e  rapporti interpersonali, dando di Jobs una interpretazione meno stereotipata di quella con cui è sempre stato visto fino ad oggi.

I due autori, Brent Schlender – che in venticinque anni ha intervistato più volte Jobs, traendone registrazioni ufficiali e non – e Rick Tetzeli hanno avuto accesso a testimonianze inedite e provano a svelare una storia molto diversa da quella che conosciamo: quella di un ragazzo pieno di contraddizioni, che non sopportava le gerarchie, girava scalzo per la sua azienda ed era buddista, ma al contempo capitalista. «Il libro presenta – si legge nella sintesi preparata dall’editore italiano, Sperling & Kupfer – un essere umano che ha lottato con i suoi difetti e ha imparato a massimizzare i suoi punti di forza. Quella di un uomo che, col tempo, è diventato più paziente, ha imparato a fidarsi dei suoi collaboratori oltre che del suo istinto. Con stile narrativo, gli autori raccontano uno Steve inedito attraverso confessioni esclusive di amici e parenti di Jobs e conversazioni con le persone che meglio lo conoscevano, come Tim Cook, Jony Ive, Ed Catmull e John Lasseter. Queste pagine ricostruiscono un sorprendente ed emozionante ritratto del genio di Apple».

Al momento non c’è ancora una versione per iBooks di Steve Jobs Confidential. Ma l’editore italiano Sperling & Kupfer ci aveva fatto sapere a suo tempo che l’avrebbe rilasciato “per tutte le principali piattaforme digitali”, ma Amazon offre agli utenti Apple una versione software del suo eBook reader compatibile con tutte le piattaforme. Una volta comprato da qui, lo vedrete successivamente apparire nella lista dei vostri libri nell’applicazione in versione per iOS o in versione Mac. È anche disponibile un servizio cloud che vi permette di leggere il libro direttamente nel browser.

Ovviamente potrete anche comprarlo in edizione fisica, sia su Amazon (16,92€) che presso i negozi on line che vendono libri. Dovrebbe essere disponibile in giornata anche nelle principali librerie italiane. Amazon in ogni caso ha anche un servizio con consegna in 24 ore con un modesto supplemento.

L'amico americano

L'amico americano di Patricia HighsmithJonathan Trevanny è un uomo comune con una moglie e una figlia e un lavoro che ama ma economicamente poco soddisfacente.

Quando scopre di essere affetto da una terribile malattia, cerca di continuare la sua esistenza nella normalità più assoluta, senza rivelare il segreto di cui solo la moglie è informata.Ma un giorno viene avvicinato da uno sconosciuto, che venuto a conoscenza della grave malattia da cui è stato colpito, gli offre un’ingente somma di denaro per uccidere due uomini. Jonathan rifiuta sdegnato, ma quella proposta lo turba profondamente.

Comincia a pensare che quei soldi servirebbero ad assicurare alla moglie e alla figlia la tranquillità economica dopo il suo trapasso. Dopo una tormentata riflessione, accetta, entrando così a contatto con un mondo inquietante che però lo fa sentire di nuovo padrone della sua vita.

Attraverso la scrittura puntuale della Highsmith osserviamo, come in un trattato di psicologia, i mutamenti che avvengono, prima impercettibili poi sempre più evidenti, nella coscienza esaltata di Trevanny, facendo di un uomo comune un killer spietato. Da questo libro è stato tratto l’omonimo film di Wim Wenders.

Patricia Highsmith - Biografia

Patricia Highsmith nasce in Texas nel 1921 e sceglie di vivere e di ambientare la maggior parte delle sue opere proprio in Europa, a sottolineare, forse, il fascino suggestivo e nostalgico che il vecchio continente è ancora capace di ispirare. Pregio innegabile di questa splendida autrice è la singolare capacità di esplorare con sagacia, intuito ed astuzia l'universo maschile in tutte le sue sfaccettature, consegnando alla storia personaggi potenti, sapientemente resi e fotografati.

Non a caso una delle similitudini preferite dalla Highsmith è il parallelismo tra il mondo della pittura e il mezzo espressivo della scrittura, che a suo dire, si somigliano in quanto "i pittori sono abituati a usare gli occhi e uno scrittore farebbe bene ad imitarli". È grazie alla sua lucida introspezione che, nonostante la rapida successione degli eventi, riusciamo a vedere i personaggi in tutto il loro tridimensionale e vibrante spessore.

Queste due caratteristiche, velocità ed approfondimento psicologico rendono i libri della Highsmith particolarmente adatti alla trasposizione cinematografica, diventando pellicole di ineguagliabile successo, a partire dall'ineguagliabile L'Altro Uomo di Hitchock fino a Il talento di Mister Ripley. Interessantissimi i consigli di scrittura forniti nel suo testo edito dalla Minimum Fax, Come si scrive un giallo, in cui l'autrice ci ricorda una verità soltanto apparentemente scontata e cioè: "La prima persona a cui dovete pensare di fare piacere, nello scrivere un libro, siete voi. Se riuscite a divertirvi per tutto il tempo che scrivere un libro richiede, l'editore e i lettori possono venire dopo. E verranno."

È consolante, oltre che istruttivo, ascoltare questa regina incontrastata del thriller e dell'introspezione psicologica mentre ci racconta di dubbi, ripensamenti, dei mille piccoli ostacoli da superare, della fatica dello scriverem insomma di tutte quelle piccole angosce che accomunano tutti gli scrittori quando sono alle prese con la loro opera, o peggio, quando si trovano a combattere con gli editori, o il pubblico. La produzione della Highsmith non scende mai di tono, non indulge in gratuite scene di efferata violenza eppure non manca mai di illustrare il crimine con realismo, sottile perizia e straordinaria abilità, non mancando mai di avvincere il lettore, coinvolgendolo e costringendolo a leggere d'un fiato sino all'ultima pagina, senza ricorrere a inutili spargimenti di sangue o drammatici effetti a sensazione.

Come dice di lei Graham Greene, ci troviamo davanti a una scrittrice i cui libri si possono rileggere mille volte, il che per un autore di libri gialli, non è cosa comune. E questo perché sa prenderci per mano e portarci dentro il suo mondo claustrofobico ed ossessivo, lontano e irrazionale, e pure così vicino, tanto che quando sentiamo dire da uno dei protagonisti di Sconosciuti in Treno: "alcune persone sarebbe meglio se fossero morte", ci pare quasi di ascoltare una conversazione normalissima con un'ancora più normalissimo interlocutore, e tutto ci appare spietatamente semplice, compreso il macabro e geniale scambio di omicidio immediatamente conseguente. Ed anche apparente semplicità sta l'innegabile forza di questa maestra indiscussa del thriller psicologico.

Idea man: Io, Bill Gates e altre storie - Autobiografia del cofondatore di Microsoft

Idea man: Io, Bill Gates e altre storie - Autobiografia del cofondatore di Microsoft - Paul AllenCome non recensire da sfegatato uomo-Microsoft la biografia di Paul Allen, cofondatore della mitica Microsoft.

Paul Allen passava davanti alla porta chiusa dell'ufficio di Bill Gates impegnato con un collaboratore. «Si stavano lamentando della mia scarsa produttività negli ultimi tempi e di come potevano diluire le mie quote azionarie in Microsoft emettendo stock option riservate a loro stessi e ad altri azionisti». Incredulo per ciò che ascoltava entrò gridando: «Questo rivela, una volta per tutte, come siete fatti in realtà». E se ne andò. Allen e Gates avevano fondato Microsoft. Allen aveva 29 anni e in quelle settimane gli avevano diagnosticato il morbo di Hodgkin, un tumore maligno che lo costringeva a pesanti sedute di radioterapia. Le forze gli mancavano e il lavoro ne subiva le conseguenze. Bill Gates guardava all'azienda e impaziente nell'attendere l'evoluzione del morbo dell'amico stava decidendo come procedere senza di lui. La sorte fu benigna con Paul ma nel ricordare quei momenti nella sua autobiografia, Idea Man (Rizzoli Etas) scorre un'amarezza profonda che esalta, per contrasto, il freddo interesse economico di Bill.

I due si erano conosciuti giovanissimi alla scuola media stringendo subito un profondo legame. «Bastava uno sguardo per capire tre cose di Bill - scrive -. Era proprio intelligente, era molto competitivo e ci teneva a far vedere quant'era intelligente». Il computer li unì e quando Bill aveva 18 anni e Paul 21 realizzavano e commercializzavano il loro primo elaboratore per gestire il traffico stradale. Erano diventati maestri del Basic, il programma più diffuso dell'epoca, e poco dopo, nel 1975, creavano la mitica società. Doveva chiamarsi «Allen & Gates» ma Paul impose «Microsoft» dall'unione di microprocessori e software. Bill mostrava in fretta la sua determinazione: chiedeva il 60 per cento delle azioni e Paul accettava. L'anno successivo assumevano il primo dipendente lavorando ad Albuquerque, Nuovo Messico, poco lontano dal luogo dove era scoppiata la prima bomba atomica. Intanto pensavano a una laurea come le loro famiglie chiedevano. Però, iscritti all'università, venivano travolti dalla passione rapidamente trasformata in business. Entrambi erano abili programmatori con una dote aggiunta: Bill eccelleva negli affari, Paul nella tecnologia e nella visione dei passi da compiere. Non passavano molti mesi e Bill chiedeva di rivedere l'accordo: voleva il 64 per cento della società. Di nuovo Paul accettava, sia pure a malincuore.

Scaltrezza e ricerca producevano buoni risultati e quando nel 1978 sfioravano il milione di dollari decidevano di trasferirsi a Seattle. Così nasceva il secondo colosso industriale dell'area, dopo la Boeing, il fabbricante di aeroplani. La scalata diventava inarrestabile. Nel giro di un anno il fatturato quasi triplicò e Paul ritenne giusto riequilibrare il rapporto azionario troppo a favore dell'amico che aveva sempre imposto i suoi desideri. «Quando glielo proposi mi rispose: "Non voglio parlarne mai più, non sollevare la questione". Ingoiai il rospo e pensai ok... ma un giorno leverò le tende». Da allora le discussioni si facevano sempre più aspre e non si limitavano al tradizionale, acceso confronto tecnico.
 
Quando Ibm decise di costruire il personal computer, segnando l'apertura di un'era, aveva bisogno di un sistema operativo. Era il 1981 e la coppia che già faceva affari col Giappone strappava un accordo con il gigante dei «cervelli elettronici» senza esclusiva, aprendosi così il mercato degli altri costruttori che fiorirono numerosi. «Allora dissi a Bill che i miei giorni come dipendente Microsoft erano contati. Pensavo a una mia azienda». Il momento del distacco si avvicinava e quando stavano per diffondere Word, il programma di scrittura, maturava rapido il divorzio. Era il febbraio 1983. «Alla fine le divergenze erano andate al di là dei nostri match verbali - scrive Paul -. La sua estrema competitività aveva contribuito a farlo entrare nella storia come miglior Ceo (Chief Executive Officer), ma aveva anche destabilizzato il nostro rapporto».
 
Poi arrivò Windows e Paul fece la sua azienda, Asymetrix, come aveva sognato. Nel 2010 Microsoft annunciava un fatturato solo per il quarto trimestre di 16 miliardi di dollari: un record. Gli utili piovevano consolando Paul del «vuoto» lasciato dal distacco e permettendogli di investire nella «vita che sognavo da sempre». Con la Paul G. Allen Family Foundation finanzierà gruppi sportivi, sosterrà la costruzione del primo aeroplano a razzo per i turisti, la ricerca di segnali intelligenti provenienti dal cosmo e la realizzazione di una mappa del cervello per aiutare la cura di malattie neurologiche. Altrettanto filantropo diventerà l'ex socio Bill Gates.

Chiudendo il libro di una vita straordinaria, Paul non risparmia una previsione sul futuro della società che ha contribuito a inventare: «Se Microsoft non riuscirà a mettersi alla pari nella categoria mobile, l'attende un lungo, lento declino». Un avviso da non trascurare.

Paul Allen è nato a Seattle nel 1953. Nel 1975 ad Albuquerque ha fondato con Bill Gates la Microsoft, di cui era la mente tecnologica. Nel novembre 2000 Allen ha abbandonato ogni incarico direttivo nella Microsoft, pur restando un forte azionista della società.

One click: I segreti di Jeff Bezos e il futuro di Amazon

One click: I segreti di Jeff Bezos e il futuro di AmazonPuoi prenotare già oggi il libro di Richard L. Brandt "One click: I segreti di Jeff Bezos e il futuro di Amazon".

Il “supermercato” del web più grande del mondo, una delle poche dot-com sopravvissute all’euforia degli anni ‘90 fino a diventare un colosso del commercio elettronico (e non solo di libri) e un motore dell’innovazione a livello globale deve molto al suo fondatore e CEO Jeff Bezos, personaggio originale, nerd tecnologico e imprenditore appassionato, “dittatore” aziendale e visionario al livello di Steve Jobs.

Su di lui non sono stati scritti molti libri, né ha prodotto lui stesso molto materiale, limitandosi a esternazioni e interviste “controllate” in occasione dei lanci di prodotti e dei passaggi importanti della sua azienda.

Il libro, una biografia incentrata sulla sua persona e sulla sua strategia aziendale, svela molti aneddoti e particolari inediti sul modello di business che ha portato Amazon a creare da zero il business del commercio online e a trainare da quasi 20 anni l’innovazione tecnologica e culturale, fino all’ultima sfida del nuovo “Kindle Fire”, in diretta concorrenza con l’iPad.

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