Io so

Io so - Antonio IngroiaLe stragi e le bombe del ’92-93, la nascita della Seconda Repubblica, la corruzione come sistema, l’attacco alla Costituzione e alla magistratura, la debolezza della sinistra, le indagini sulla trattativa, il conflitto con il Quirinale.

Antonio Ingroia, procuratore aggiunto della Procura di Palermo, racconta vent’anni di berlusconismo e la difficoltà di ricostruire la verità sui rapporti tra mafia e Stato.

 

Antonio Ingroia

Antonio Ingroia nasce a Caltafimi Segesta il 31 marzo 1959 e, a partire dal 1987, lavora nel pool insieme a Falcone e Borsellino per volontà di quest'ultimo.

Nel 1992 diventa sostituto procuratore a Palermo, insieme a Gian Carlo Caselli, diventando un importante magistrato antimafia, occupandosi di importanti casi come Contrada ed i legami tra mafia, economia e politica.

Ingroia ha condotto e conduce importanti indagini, come quella su Marcello Dell'Utri, dimostrando che avrebbe portato al nord la mano di Riina e dei Graviano.

Nel 2004 ottiene una condanna a 9 anni per Dell'Utri in concorso esterno in associazione mafiosa, ma ridotta in appello a due anni il 29 giugno 2010 e assolvendo il senatore per le condotte successive al 1992 per mancanza di prove.

Ingroia indagò anche su Silvio Berlusconi ma poi la sua posizione fu archiviata. Nel 2009 è stato nominato procuratore aggiunto della procura distrettuale antimafia di Palermo. Il 17 aprile 2011 è stato insignito dall'ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) del Premio Renato Benedetto Fabrizi.

Il 18 maggio del 2012 è uscito nelle librerie il suo nuovo libro, "Palermo", edito da Melampo.

Secondo Wikipedia: «in questo scritto, il magistrato racconta la sua città con gli occhi di chi ha scelto di rimanere e contribuire con l'ausilio della legge a trascinarla fuori dalla morsa della mafia, compiendo quello che può essere definito un vero atto d'amore, tenendo presente l'esempio del Suo maestro, Paolo Borsellino. È forse lo scritto più intimo del Procuratore Ingroia; lo scritto che scava dentro l'animo di un palermitano sensibile e fortemente innamorato del suo mondo. Lo scritto che più di ogni altro lascia tanto al lettore e che consente di operare una riflessione su quelli che possono essere i sacrifici di un uomo che allo Stato ha deciso di dare tutta la sua vita.»

Il 18 Maggio 2012 si è iscritto all'Ordine dei Giornalisti e dal 25 giugno è giornalista, collaborando con "Live Sicilia" e "L'Unità".

Il Club Bilderberg (Un'altra storia)

Il Club Bilderberg (Un'altra storia)Mario Monti, il Primo Ministro italiano dopo l’era Berlusconi, fa parte del Club Bilderberg. E cosa sia questo esclusivisssimo Club lo spiega bene lo scrittore e giornalista spagnolo Daniel Estulin che ne ha fatto il centro della sua vita professionale.

Arianna Editrice ha già pubblicato la prima versione del suo libro, Il Club Bilderberg appunto, e ora è disponibile questa nuova versione aggiornata.

Il Club Bilderberg racconta la vera storia del più potente e segreto organo decisionale del mondo. Dal 1954 e una sola volta all’anno, questo gruppo ristretto di persone si ritrova per decidere segretamente il futuro politico ed economico dell’umanità.

Nessun giornalista ha mai avuto accesso alle riunioni che fino a poco tempo fa si sono svolte presso l’Hotel Bilderberg, in una piccola cittadina olandese. Nessuna notizia è mai filtrata da quelle stanze, anche se – come dimostrano le pagine di questo libro – è durante questi incontri che vengono prese le decisioni più rilevanti per il futuro di tutti noi.

Risultato di un’indagine serrata e pericolosa durata oltre 15 anni, l’impressionante inchiesta di Daniel Estulin svela per la prima volta quello che non era mai stato detto prima, rendendo noti i giochi di potere che si svolgono a nostra insaputa. Dalla privacy armata che la protegge, la classe dirigente globale detta legge su politica, economia e questioni militari.

La dettagliata opera di Estulin dimostra come il Club Bilderberg sia stato coinvolto nei maggiori misteri della storia recente, dal Piano Marshall allo scandalo Watergate, come da questa élite emergano le figure chiave dello scacchiere internazionale – presidenti USA, direttori di agenzie come CIA o FBI, vertici delle maggiori testate giornalistiche – e come da questi incontri nascano le linee guida della globalizzazione.

Il Club Bilderberg, tradotto in 50 lingue e diffuso in oltre 70 Paesi, è diventato in poco tempo un bestseller internazionale, di cui è prevista a breve la versione cinematografica.

La P2. Nei diari segreti di Tina Anselmi

La P2. Nei diari segreti di Tina AnselmiA trent'anni dalla scoperta della P2, per la prima volta disponibili gli appunti privati di Tina Anselmi, presidente della Commissione parlamentare sulla Loggia segreta, cui erano iscritti militari, agenti dei servizi segreti, parlamentari, ministri, giornalisti, imprenditori.

Molti personaggi sono tuttora in politica, da Berlusconi a Cicchitto, e tra i protagonisti c'è Flavio Carboni, oggi coinvolto nelle indagini sulla cosiddetta P3.

Intanto il "Piano di rinascita democratica" di Gelli, che mirava a controllare la magistratura e svuotare le istituzioni democratiche, sembra avere nuovi adepti: "Peccato non averlo depositato alla Siae per i diritti - ha detto il Venerabile - tutti ne hanno preso spunto: ma l'unico che può andare avanti è Silvio Berlusconi...".

In appendice lettere di Francesco Cossiga, Licio Gelli, Michele Sindona, Tina Anselmi ed estratti della relazione della Commissione.

Giorgio Bocca: Annus horribilis

Giorgio Bocca Annus HorribilisIeri è scomparso Giorgio Bocca che noi abbiamo ricordato con un post. Oggi vogliamo proporti la lettura di uno dei suoi ultimi libri uscito all'inizio del 2010 che tra l'altro è in offerta su Amazon.

La crisi economica e l’autoritarismo strisciante, il circo berlusconiano e il discredito internazionale. Il suicidio della sinistra e il ritorno dei fascisti.

L’Italia delle ronde e l’Italia dei respingimenti. Il 2009 sarà ricordato come un anno nero della nostra storia.

Un anno in cui molti nodi sono venuti al pettine, tutti insieme, e ci hanno riconsegnato un paese stanco, involgarito, ripiegato su se stesso e sui suoi atavici difetti.

Giorgio Bocca racconta il nostro Annus Horribilis con la veemenza e l’intransigenza di cui può essere capace solo un grande “antitaliano” come lui.

La sua è un appassionato j’accuse contro i mali apparentemente inestirpabili della nostra vita pubblica: il trasformismo, l’opportunismo, la memoria corta, la furberia diffusa, l’impunità, l’ossequio al potente di turno.

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